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Speciale "La Tribuna", Iamunno: "E' Stato un anno fantastico"
martedì 27 luglio 2010

Il pensiero del tecnico delle iseffine, per sempre grato alla famiglia Boccia
di Marco De Rosa

“E’ stata un’annata irripetibile, quest’anno mi son tolto delle soddisfazioni enormi. Ecco perché sarò sempre riconoscente verso il presidente Boccia”. Sono le prime parole di un ancora emozionato Vincenzo Iamunno, ad una settimana o poco più di distanza dalla finale scudetto vinta dall’Isef contro il Real Statte. Il tecnico iseffino tira le somme di una stagione che l’ha visto trionfare, da giocatore, ottenendo una promozione dalla serie B alla serie A2, e da allenatore, con lo scudetto femminile, che mai probabilmente avrebbe osato immaginare prima dell’inizio dell’avventura alla guida delle iseffine. Dopo l’esperienza nel settore giovanile, infatti, arriva questo incarico, nato quasi per caso e con un aneddoto particolare, che spiega lo stesso allenatore: “Praticamente sono stato preso con l’inganno. Nello scorso anno non ho mai seguito costantemente le ragazze, ma alla fine della scorsa stagione fui invitato a seguire uno dei tornei estivi post – campionato da Peppe ed Antonio Boccia, i quali già allora stavano ponendo le basi per ricostruire con qualche nuovo elemento la prossima rosa femminile. Io però non ne sapevo nulla, e dissi anche di non voler andare ma, vista l’insistenza con cui loro mi invitarono, fui quasi costretto a dire di sì. Mi misi in disparte, poi il presidente si allontano dagli altri e mi chiese un parere sulle tre o quattro ragazze che stavano osservando. Risposi che su alcune si poteva immaginare del lavoro da fare, e lui per tutta risposta mi disse Solo tu puoi saperlo. Da lì partirono una serie di incontri e di discorsi, dopodiché mi decisi a dire di sì a quest’avventura”. Una sfida affascinante ed alla fine ampiamente ripagata dai risultati, ma guai ad affibbiargli i meriti che, tuttavia, gli spettano comunque: “Io ho fatto del mio meglio. Sapevo quanto fosse importante per il presidente giungere a risultato con la femminile, così mi sono messo subito a lavorare tanto e sodo. Ma il merito non è mio, è delle ragazze che hanno sudato e faticato durante tutto l’anno. E’ stata un’impresa, abbiamo vissuto anche momenti difficili ma abbiamo saputo rialzarci e subito. Sono orgoglioso di essere il loro allenatore”. Eppure le cose non si erano messe proprio bene, con una squadra che faticava a sbloccarsi, facendosi prendere forse dalla paura di vincere: “Conosco le potenzialità della squadra, si trattava di un problema psicologico, che contavo di annullare con un episodio che facesse scattare la scintilla. La chiave è stata il gol di Maione all’inizio del secondo tempo dei quarti di finale con il Cornedo. Da lì in poi abbiamo giocato a meraviglia”. Spazio allora alle dediche che l’allenatore rivolge a chi gli è stato vicino: “Scontato dire che dedico la vittoria alle ragazze ed alla famiglia Boccia. Onestamente, però, il primo pensiero al triplice fischio della finale l’ho dedicato a mio padre. Ha seguito la mia carriera fino in capo al mondo, ma non ha potuto mai vedermi all’opera con questa società. Ma so che, nonostante siano passati tre anni da quando sono qui, lui non mi ha mai abbandonato e continua a sostenermi”. Avanti allora con il prossimo obiettivo: “Decisamente, per concludere la stagione in bellezza, parteciperò al corso di allenatore di primo livello a Coverciano”. Per la serie, sempre pronti a ripartire.