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isef_scuola.jpgL’ Is. e F. – Istruzione e Formazione – è la più grande scuola paritaria italiana. In quanto tale, da anni, mette a disposizione dei suoi alunni mezzi, strutture e risorse umane per il loro sviluppo culturale e sociale. Lo sport rappresenta un momento di crescita per ciascun adolescente ed è in questa certezza che, nel settembre 2004, in correlazione alle varie attività scolastiche, nasce il polo sportivo dell'omonima scuola. Fautore dell’iniziativa è Antonio Boccia, tuttora Presidente del Gruppo Sportivo Isef.
Inizialmente, il sodalizio prevede, oltre ad un settore scolastico, una compagine di calcio a 5 maschile partecipante al campionato di serie D organizzato dal Comitato Regionale Campania della F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Durante questa prima avventura, a campionato in corso, ad arricchire di esperienza e professionalità gli arancioni arriva Cesar Cruz destinato a diventare Responsabile dell’Area Tecnica, ruolo che oggi occupa da Direttore Generale del polo sportivo iseffino.  Il secondo anno di storia iseffina vede crescere la famiglia; nasce, difatti, la Futsal Femminile Isef, partecipante al Campionato di Serie B Regionale. Si dà origine, così, alla compagine in gonnella, fiore all’occhiello della società di Via Nappi, destinata a fare bene e a riservare soddisfazioni a tutto il mondo orange.
La neonata in rosa non tradisce le attese e, sbaragliando le concorrenti, vince il campionato di B e conquista la Serie A. Il terzo anno è quello più intenso: per la Maschile, stanchi del pressappochismo del campionato di Serie D, si sceglie di rilevare un titolo di Serie C2. L’inizio è terrificante: sette sconfitte consecutive ci condannano ad una più che probabile retrocessione, ma piuttosto che abbandonarci alla speranza di ripescaggi, miglioriamo la squadra e proviamo a salvarci partita dopo partita. Il girone di ritorno varrebbe il secondo posto della classifica e ci porta a disputare i playout, ma un imprevedibile colpo di scena a campionato ultimato ci spedisce in D. Una delle squadre retrocesse, difatti, ottiene dal Giudice Sportivo il recupero della penultima giornata di campionato, allorquando non si era presentata sul campo di gioco per la dichiarata avaria del pullman che trasportava i giocatori. Il Presidente Boccia, stante la squalifica in quel turno di gara di ben sei calciatori e di due infortunati su un totale di tredici tesserati (la società in questione non faceva settore giovanile da cui poter attingere), si rivolge all’Ufficio Indagini che, immediatamente, blocca la disputa della gara di playout tra le due altre squadre, congelando l’ufficializzazione della retrocessione.
Nel frattempo, la Femminile vince il Campionato di Serie A, qualificandosi ottava nelle finali nazionali di Norcia. Il quarto anno iseffino inizia senza che la Maschile conosca il suo destino. La burocrazia federale – giustificata solo in parte dalla riorganizzazione degli organi della FIGC che prevede l’unificazione dei comparti dell’Ufficio Indagine e della Procura Federale, congela il destino dell’Isef. Con un silenzio senza precedenti, iniziano tutti i campionati senza che gli Iseffini siano iscritti ad alcuna competizione o, quanto meno, dichiarati retrocessi o salvi. Viene respinto ogni tentativo di partecipazione al campionato di Serie C1, la C2 inizia con una X (da sostituire, poi, con la squadra vincente i playout…ma prima si doveva stabilire chi ne avesse diritto di partecipazione!) e i vari gironi di Serie D vengono stilati. Soltanto il 19 dicembre, la Procura deferisce la Società iseffina e il Presidente Boccia per aver denunziato la presunta irregolarità del provvedimento del Giudice Sportivo. Viene confermata la legittimità della disposizione di quel recupero, ma nelle more le altre due squadre erano già scomparse, per cui niente playout e C2 che termina con una pretendente in meno. Solo a metà gennaio, infine, la Commissione Disciplinare commina meno di tre mesi di squalifica a Boccia (la Procura aveva chiesto 1 anno!) e un’ammenda per la Società: la squadra viene assegnata al Campionato di Serie D, cominciando il 20 gennaio la sua annata dalla nona giornata. Ovviamente, l’Isef vince il campionato, pareggiando una sola partita. La Femminile, benché ridimensionata rispetto all’anno precedente nella rosa, si conferma leader regionale, aggiungendo la vittoria della Coppa Campania al primato in Campionato. Miglioriamo anche il piazzamento nazionale, classificandoci quarti alla Final Eight di Pescara, in cui il capitano Lina Flaminio viene eletta miglior giocatrice della manifestazione. Il quinto anno agonistico è questo che stiamo vivendo: siamo ripartiti con la presentazione della stagione nel segno della madrina Valentina Vezzali, espressione straordinaria di caparbietà e lealtà sportiva. Abbiamo già vinto la Coppa Campania Maschile ed ora ci attende la fase nazionale. Siamo terzi nel campionato di Serie C1, per ora!
La Femminile, invece, ha perso la finale di Coppa Regionale, e per la prima volta da quando è nata è seconda in classifica: si, finora, per tre anni e qualche mese, era stata sempre prima. Nessun dramma: le sconfitte aiutano a migliorarsi e a cercare con più convinzione nuove vittorie. Oltre alla prima squadra Maschile e alla Femminile, gestiamo con gratificazioni importanti l’Under 21 e l’Under 18. Quest’ultima, nella stagione in corso è costituita quasi per intero da alunni interni della Scuola Isef (beneficianti di una speciale borsa di studio per meriti sportivi) proprio per radicare ulteriormente il connubio iseffino scuola/sport. Sotto le due Under, esiste e si sviluppa un fiorente settore giovanile con la Scuola Calcio a 5 e Calcio a 11 che, quest’anno per la prima volta, partecipa al Campionato Allievi con una propria selezione.
Inoltre, negli anni fin qui vissuti, abbiamo promosso ed organizzato tante manifestazioni per la divulgazione di messaggi di sport pulito e leale: tornei, convegni, interscambi culturali con l’Argentina, senza tralasciare occasioni di spettacolo, come le ospitate Vip in concomitanza delle partite casalinghe o le celebrazioni delle vittorie, che hanno avvicinato ulteriormente gli appassionati a questa disciplina. Abbiamo fatto tanto, lo sappiamo ed abbiamo anche l’ingenua presunzione di riconoscercelo da soli, perché siamo altrettanto consapevoli di poter, dover e saper ancora fare tanto…
..Sempre pronti a ripartire!


 

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